E' nato un amore: viva l'andalusite.

Salve, sig. Lenti, leggo con vivo piacere la sua rubrica "domande e risposte", mi ha colpito molto la sua evidente passione, le sua competenza e il suo stile di scrittura.... :-)


Ho da poco acquistato una piccola pietra di andalusite di cui mi sono innamorata!


E' tagliata a goccia, trasparente, ma con alcune minuscole inclusioni che, strano a dirsi, sembrano enfatizzare ancora di più la sua luminosità!


C'è anche un finissima inclusione verticale, non è una frattura, è proprio un filino, il colore è sul verde, ma sembra virare leggermente al giallo e al rosso scuro.


Probabilmente non vale nulla, l'ho pagata una sciocchezza, ma mi piace da morire e vorrei farla incastonare in un anello in oro rosa, ho già individuato il modello e non vedo l'ora di poterlo indossare, per rimirare quella pietrina tutto il giorno.


Sarebbe così gentile da dirmi qualcosa in più su questa pietra?


So solo che ci sono giacimenti in Andalusia e che la mia pietra in particolare viene dal Brasile.


grazie mille!!!


Alessia

 

 

 

Buona sera, Alessia

 

grazie per i complimenti, ma sono innanzitutto preoccupato per lei, che presenta inconfondibili sintomi di contagio da gemmofilite fulminante!!!

E le dico subito che questa patologia può essere contenuta ma quasi mai guarita.

 

Di solito, almeno, perché salvo casi speciali (dal terzo figlio in poi, per esempio) tende piuttosto a cronicizzarsi in generale, con non infrequenti ricadute verso un ceppo o l'altro di gemmovirus.  :-)

 

Quanto all'andalusite, per lei germe patogeno per eccellenza, non proviene solo dall'Andalusia, che tra l'altro offre quasi sempre esemplari massivi (ovvero marmorei), bensì dal Brasile, dalla Russia, dallo Sri Lanka, dalla Francia e... anche da casa nostra:

Monte Amiata, Val Sesia e Val Malga.

 

La si trova in otto o nove colori diversi, e alcuni possono anche essere indotti artificialmente, per esempio mediante riscaldamento.

 

L'andalusite é un cristallo fortemente "pleocroico", ovvero che presenta nitidamente DUE colori se osservato da direzioni diverse, opportunamente orientate, oppure con uno strumentino che si chiama dicroscopio.

 

Al suo interno si trovano a volte "cristalli negativi" e quei "filini" che lei ha individuato (complimenti!) e che sono invece sottilissini aghi di rutilo, un minerale che p. es. in zaffiri e rubini crea quel tipico, vellutato e delicato "effetto seta".

 

Nessuna meraviglia quindi che lei sia stata colpita dal fascino dell'andalusite, e innanzitutto me ne complimento vivamente.

 

Nelle quasi trecento varietà di soggetti "papabili" ci sono appunto gemme semplicemente deliziose, purtroppo ingiustamente e assurdamente trascurate da "snob" senza cultura e soprattutto senza gusto che contano sul sicuro (?) effetto delle "firme" solo per compensare numerose e malcelate carenze estetiche.

 

Ma siccome non tutto il male... eccetera, questo lascia a disposizione di chi abbia sensibilità e attenzione la possibilità di acquisire esemplari semisconosciuti ma di una bellezza sconvolgente, sovente a costi assolutamente appetibili.

 

Gemmologicamente parlando, l'andalusite ha una durezza (7,5) simile a quella dello smeraldo, quindi da usare con attenzione se montata su di un anello, per evitare il rischio che un urto la possa "sfaldare" (dividere in due) se colpita secondo una certa direzione, o magari anche solo scheggiare.

 

Meglio invece sarebbe un bel ciondolo, che oltretutto le darebbe la possibilità di mostrare il suo piccolo, luccicante tesoro anche agli altri, e con maggior frequenza:

quindi, ammirazione, spiegazioni e effetto gemmocontagio, in una botta sola!  :-)

 

Benvenuta in famiglia.

E alla prossima.  :-)