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Un tuffo nel mondo della gioielleria/gemmologia: ci provo?

Buongiorno signor Lenti,

mi scusi per il disturbo. 

Vorrei solo chiederle un parere.

Sono un progettista di 34 anni e al momento lavoro in Olanda, per conto di una società italiana.

Mi sto rendendo conto che non è il genere di lavoro che vorrei fare tutta la vita e sto cercando un alternativa.

Tra queste, già da tempo, ho cominciato ad aver una certa attrazione per il mondo dei gioielli in genere e per le pietre preziose.

Sono affascinato dalle pietre di per sé ma anche come vengono incastonate nell’oro e nei vari metalli.

Per quanto riguarda il mio lavoro, ho una certa esperienza e con l'attuale lavoro in Olanda, sto finalmente mettendo da parte un po di soldi, che vorrei re-investire per il mio futuro facendo corsi di alta gioielleria e gemmologia, prendendomi una pausa di 3-4 mesi in cui dedicarmi totalmente a essi.

Nel caso dovesse andare male non dovrei avere grosse difficoltà a ritornare nel mio settore.

Il campo del gioiello/ pietre preziose è totalmente nuovo per me e potrei anche dire cose stupide a riguardo, non essendo il mio settore ma, sento che, se affrontato in un certo modo, potrebbe darmi dei buoni riscontri.

La mia domanda è: secondo lei vale la pena (economicamente + che di energie) provare questo tipo di cambiamento?

Ha eventuali consigli da darmi?

O quali corsi seguire?

La ringrazio molto.

Cordiali saluti

 

Buon giorno, Alessandro

la sua e.mail abbraccia un arco molto ampio del settore “preziosi”:

mi concederebbe almeno alcuni trimestri per scriverle un riassunto abbastanza esaustivo?  :-)

Ma a parte gli scherzi vediamo di procedere in ordine di… merito:

Gemme e gioielli sono certo un mondo affascinante ma anche molto, molto severo perché senza un’attenta, meditata e documentata pianificazione anche le più modeste speranze sarebbero destinate a un tragico naufragio.

Corsi di gemmologia: 

indispensabili per acquisire almeno le basi per una conoscenza di diamanti e pietre di colore, ma un eventuale (e raccomandabilissimo!) stage di pratica presso ditte del settore sarebbe quasi una chimera.

Incastonatura pietre preziose: 

forse l’ultimo, esclusivo angolo dove regna incontrastata l’abilità e la mano dell’artigiano, che ha affinato una vera e propria arte nel corso di anni di pratica.

Per dedicarsi poi solo al montaggio delle gemme.

Ma in qualche mese lei potrebbe certo imparare ad affilare gli utensili e magari anche a preparare gli oggetti per le successive operazioni,  ma certo non molto di più.

Oreficeria e produzione gioielli:

tanti stili e diverse le capacità produttive, ma tutte caratterizzate dalla necessità di cospicui investimenti di tempo e di capitali, nonché dalla disponibilità di un’adeguata e affidabile organizzazione di vendita.

Oppure di una selezionata rete di committenti e clienti per la distribuzione dei gioielli prodotti.  

Purtroppo l’oreficeria tradizionale, quella “al banco” dell’artigiano/artista é stata travolta e stravolta dalla comparsa delle prototipazioni con computer e stampanti 3D.

Con tali, dannate tecnologie tanti improvvisati orafi possono produrre modelli da avviare direttamente alla produzione, magari (e nemmeno sempre) previa rifinitura e prima fusione…. 

E questo partendo da un semplice disegno, magari acquistato il giorno prima da uno dei disegnatori della ADOR!

Ci sono ancora veri artisti che, magari per conto di “grandi” firme sono in grado di produrre oggetti di altissimo pregio, ma il futuro non sembra roseo nemmeno per loro.

La grande nota positiva del mondo gemme e gioielli consiste nel suo tallone d’Achille, che ne  costituisce anche la più grande forza:

essere totalmente dipendente dai capricci di un settore voluttuario per eccellenza, per cui a periodi di totale saturazione e relativa stasi dei mercati consolidati si alternano momenti di positività e/o di scoperta di nuovi mercati.

Volendo limitare il discorso a un elenco schematico non ho aggiunto ipotesi di nicchia, come la fornitura di gemme la fornitura di attrezzature orafe e di consumabili, della collocazione di “beni rifugio” o dello zoo di Internet perché credo d’averle dato già abbastanza motivi di riflessione.

Lascio quindi a lei giudicare e decidere se valga la pena di questo lancio se non proprio al buio almeno alla sera tardi, mooolto tardi.

Ma prima di salutarla le ricordo ancora che tre o quattro mesi le sarebbero sufficienti solo per pagare l’affitto, i bollettini INPS e la parcella del commercialista.:
costi certi e, quelli si, puntualissimi e consistenti! :-(

Mi scriva pure se le servono atri dettagli o un approfondimento su di un argomento specifico ma, per favore, PRIMA d’aver abbassato la bandiera del via.