| Una bella tanzanite da Arusha e altre domande... - 2 - |
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| Mercoledì 19 Agosto 2009 12:39 |
Gentilissimo Sig. Lenti,
E allora ho preso la mia semplice digitale e ho rifatto le foto, senza ingrandirle questa volta e seguendo le sue indicazioni.
ha tante sfumature, tra cui quella rossa, ed al sole mostra dei riflessi che ipnotizzano davvero! Non le ho detto che ci hanno rilasciato il certificato perchè ho letto cosa pensa in proposito (cosa che condivido). Abbiamo visto su internet un esemplare montato in questo modo ed abbiamo portato all'orafo la foto per farlo riprodurre e devo dire che è stato bravo, nonostante qualche piccola imperfezione nella montatura. Quando un gioiello viene fatto su richiesta è normale che non ci sia il timbro "750" che indica la caratura dell'oro? Per quanto riguarda il costo, prima di partire ci eravamo informati dal nostro orafo che ci ha detto che a Roma l'avremmo potuta prendere per € xx0,00 al carato, Dunque, I grado sarebbe la trasparenza, giusto? Perchè AAA sapevo appunto essere il massimo per il colore. E dunque abbiamo optato per la Tanzania, ma ora la situazione sembra essersi tranquillizzata. Le volevo anche chiedere: ma la differenza tra pietre preziose e semipreziose è una differenza scientifica o è una banale ed errata classificazione commerciale?
Insomma, mi devo decidere a venire a Valenza a seguire uno dei suoi corsi!! Buon pomeriggio, Stefania
lei dev'essere senz'altro una donna di classe, perché con le sue foto é riuscita a mettermi in difficoltà senza necessariamente volermi fare un dispetto.... credo. :-)
Si, sono anche appassionato di fotografia, ma l'accendino sfumato che lei ha usato come campione di colore NON é compreso nella mia collezione, né in quella del mio tabaccaio, quindi siamo punto e a capo:
impossibile calibrare il monitor con un soggetto di colore noto. :-)
Ma non é grave, perché almeno si capisce che la pietra é stupenda, e che la montatura ne é perfettamente all'altezza:
un bravo anche all'orafo, che però avrebbe dovuto mettere i marchi di legge (se dotato di marchio di fabbrica, ovviamente).
Con la digitale (messa a fuoco automatica, immagino) é quasi impossibile focheggiare gli spigoli della tavola della tanzanite, quindi quando ci vedremo le rivelerà un piccolo escamotage per fare foto con quel tipo di apparecchi, e di soggetti.
Le confermo che il prezzo, commercialmente parlando, é un tantinello elevato o, almeno, giustificabile per carature superiori.
Ma il prezzo si dimentica, e la qualità rimane:
secondo me é valsa la pena aspettare l'anello di fidanzamento, e lei m'ha già dato ragione. :-)
Quanto alla definizione, prima ancora che al confine, fra pietre preziose e "semipreziose", la informo che chi si barrica dietro tale assurda classificazione sarebbe il perfetto archetipo di "individuo semiintelligente".
Insomma, quell'anello di congiunzione che avallerebbe la teoria dell'origine (ma NON la parte che riguarda l'evoluzione) di darwiniana memoria.
Ci sono pietre altrettanto belle, e certo più rare, di quelle comunemente definite "le quattro grandi" ma, essendo tanto rare da non giustificarne la promozione commerciale, sono patrimonio geloso e goloso dei collezionisti.
E solo raramente montate su gioielli.
Se poi facesse un giretto nel Minas Gerais o nel Tocantins (*) in Brasile, troverebbe un assortimento di cristalli tale da far rimanere a bocca aperta persino la madonna di Loreto, e certo sufficiente per giustificare l'interdizione dei "soloni" che cianciano "semipreziose".
(*) Meno costoso sfogliare il testo "Introduzione alle gemme", che le metto da parte insieme alla lente, di cui troverà le caratteristiche nella sezione "strumenti" del sito.
Ben lieto d'averla in uno dei miei corsi, ma se trovasse un gruppetto d'amiche con lo stesso interesse potremmo organizzarlo nella sua città, ove di tanto in tanto torno volentieri.
Alla prossima.
Gianfranco.
P.s.
si, il grado 1 dovrebbe riferirsi alla trasparenza, ma il condizionale é d'obbligo poiché sarebbe una consuetudine e non una Norma. |