Il microscopio in viaggio |
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| Mercoledì 21 Maggio 2008 20:45 |
Il laboratorio come bagaglio appresso.Fra le tranquille mura dell’ufficio le nostre gemme sono oggetto di attenti esami con le sofisticate apparecchiature che tanto amiamo; però, quando il Boeing ci scodella a Bangkok, a Colombo, o magari addirittura in Colombia od in Brasile, l’idea di andar per gemme coperti solo da una foglia di... lente a 10x fa correre più di un brivido. Almeno al nostro conto corrente, visto i "pacchi" che circolano! Già, perchè i Paesi produttori di gemme sono anche i più forti importatori di sintesi ed imitazioni, quando non le fabbricano loro stessi. E così ci si attrezza con un mini laboratorio che, ridotto all’essenziale per tipo e dimensione degli apparecchi, ci seguirà dappertutto (*) insieme agli occhiali da sole ed alla clorochina.
Premesso che lo strumento più importante è...chi lo usa, se sapete cosa cercare vi basterà poco per eliminare la maggior parte dei rischi che fanno strage fra i gemmoturisti da "inclusive tour": Altri strumenti come lampade UV e/o Normalizzate, bilance idrostatiche, sensori termici per diamanti, ecc., ingombri a parte, saranno considerati di volta in volta solo se giustificabili dall’oggetto della vostra caccia. In commercio si trovano già alcuni kits che vengono proposti proprio per impieghi fuori sede ma, sfortunatamente hanno due considerevoli handicaps: Eccomi quindi sfidato a progettare un microscopio (ora brevettato) comodamente trasportabile, ma che si potesse poi utilizzare con tutte le funzioni previste in un laboratorio standard. Il partito A considera irrinunciabili le batterie, che io considero un’opzione, ed il partito B, che con maggiore esperienza ne fa tranquillamente a meno. visto che dove circolano gemme tagliate, di solito è già arrivata anche la corrente elettrica. Per i grezzi, invece, nella maggior parte dei casi ci si deve arrangiare con i liquidi pesanti, le punte di durezza , il sensore termico ed il polariscopio, dato che le faccetta trasparenti per il microscopio, e piane per il rifrattometro sono davvero scarse... Ma torniamo allo strumento più importante: voi. Se la vostra attività itinerante si svolge fra banche, notai, aste, assicurazioni, dogane e vecchie contesse vi serve solo una bolla di accompagnamento ed un parcheggio dove lasciare l’auto al riparo dal carro attrezzi. In ogni caso, non sognatevi di rivivere le avventure del far west, perchè con i doganieri va (quasi) sempre storta. Uscire dall’Italia non è un problema, ma al ritorno potreste ripagare l’iva sui vostri apparecchi o, se va di lusso, perdere mezza giornata a spiegare la differenza fra un polariscopio ed il supercannone di Saddam. A volte basterà la vostra simpatia (con una bottiglia di whisky ed un paio di copie di Playboy, naturalmente) per il via libera, ma è meglio non rischiare perchè se incontrate un asceta non vi basterebbe una coniglietta in carne ed ossa! Senza drammatizzare, comunque, dovreste riuscire a portarvi dietro quanto vi serve per utilizzarlo nel migliore dei modi. E ne vale la pena, almeno a giudicare dai "souvenirs" che a tutti noi capita sovente di esaminare. Se l’infelice acquirente ha portato a casa l’imitazione di un’alessandrite ove, per 50 dollari invece di 90.000, c’è anche il ricordo del viaggio di nozze a Luxor, poco male;
Troppo tardi, però, visto che non servirebbe a nulla oscurare gli specchi: il dolore oltrepassa le tende, e comunque non ci si può radere sempre ad occhi chiusi. E, in ogni caso, ricordatevi sempre dove siete e chi avete attorno: Oltre tutto inutile, dato che questa prova non è determinante (esistono collanti colorati insolubili) mentre la reazione, invece, potrebbe esserlo.
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