Rubino chiaro, o corindone rosa? |
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| Mercoledì 21 Maggio 2008 22:09 |
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Corindone rosa o rubino pallido? Chiamare le gemme col loro nome non é un problema da poco... Rubino pallido, naturalmente anzi chiaro, affinchè l’aggettivo non richiami languori e tristezze da Mimì della Bohème! Certo, in televisione non erano ancora proposti "zaffiri birmani" e "smeraldi di sicura cava colombiana" con tanta generosità, ma il problema era in ogni caso attuale e, purtroppo, non ha ancora trovato una soluzione. Universale, per quanto possibile, e soprattutto pratica. I testi di cui sopra, sfortunatamente, sono stati prodotti per l’industria in generale (inchiostri tipografici, coloranti per tessili, vernici) e non hanno, nel nostro settore, che un valore di riferimento del tutto ipotetico. E ritorniamo daccapo: perchè rubino chiaro? Il corindone, papà del rubino (e dello zaffiro) sarebbe perfettamente incolore se, a volte, non recasse traccia di elementi estranei alla sua composizione chimica: cromo per il rubino, ferro e titanio per lo zaffiro. Ma corindone è sovente considerato un termine riduttivo, e in ogni modo non produttivo, specie se una stratificata pigrizia mentale rende impermeabile ai più l’esplorazione di tutta la meravigliosa varietà di colori che la natura ci offre. E non capiamo quindi perchè termini come rubino, smeraldo, diamante debbano di per se stessi nobilitare esemplari che dovrebbero viceversa essere destinati alla produzione di polveri abrasive! Dall’America, tanto per cambiare, arrivano un paio di proposte che rappresentano un lodevole tentativo di standardizzare un metro di valutazione: Sul successo della macchina è meglio stendere un pietoso velo di silenzio, mentre la serie di testimoni ("GEM SET") avrebbe almeno il vantaggio di presentare colori per trasmissione e non per riflessione come quelli delle tavole Normalizzate. Sorvolando arbitrariamente sulle inadeguate proprietà ottiche della plastica, il problema rimane quello di accordarci, una volta comperata la scala, sul testimone che stabilisca dove comincia quella saturazione di rosso che contraddistingue il regno del rubino. Qualunque gioielliere non avrebbe dubbi, naturalmente, ma se la virtù ha un prezzo (lo ha?), le definizioni di rubino si sprecano! Smeraldo o berillo verde o; dov’è il confine? Per gli smeraldi va anche peggio, perchè la Colombia sembra essere la sola produttrice, per certi venditori. Il Brasile però ha le dimensioni di un continente e, a parte l’incredibile varietà di altre gemme, produce anche esemplari bellissimi di smeraldo: Abbiamo detto garimpeiro, e non pietraio nostrano, perchè da noi circolano anche definizioni come "Zambia", "Pakistan", "Sud Africa" eccetera che hanno una loro motivazione, ma non certo una giustificazione. Idem per i rubini, la cui definizione geografica è abitualmente collegata in modo del tutto arbitrario a una particolare sfumatura di colore. Scherzi a parte, quando invece la descrizione coinvolgesse il cliente non specializzato, la musica dovrebbe cambiare, eliminando dallo spartito tutti i termini la cui attendibilità non si può provare in modo incontrovertibile. Rubino e smeraldo sono termini consueti, conosciuti universalmente e, soprattutto, brevi; Ma, soprattutto, a valutarne la bellezza con i parametri della trasparenza, della vivacità del taglio, della saturazione del colore.E ad amarle quindi per quello che sono:
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| Ultimo aggiornamento Domenica 30 Novembre 2008 20:23 |